Dichiaro lo stato di felicità permanente

uccelliUn omaggio all’artista di origine italiana Giuseppe Mustacchi, conosciuto nel mondo come Georges Moustaki e scomparso cinque giorni fa.
Abbiamo rose e pane bianco in abbondanza per tutti e allora come mai siamo tristi e affamati?
Forse non sono le risorse ad essere scarse, ma scarso è il nostro amore quando le usiamo…

Io dichiaro lo stato di felicità permanente
e il diritto di ciascuno ad ogni privilegio
Dico che la sofferenza è cosa sacrilega
quando c’è per tutti abbondanza di rose e di pane bianco
Io contesto la legittimità delle guerre
la giustizia che uccide, la morte che punisce
Le coscienze che dormono rimboccate a letto
la civilizzazione portata dai mercenari
Guardo morire questo secolo vecchio
un mondo diverso nascerà dalle sue ceneri
Ma non basta più solamente aspettare
ho aspettato già troppo, lo voglio ora
Che la mia donna sia bella ogni ora del giorno
senza doversi nascondere nel fard
Che nessuno mi obblighi a rimandare a più tardi
la voglia che ho adesso di fare l’amore
Che i nostri figli siano uomini e non adulti
e che siano quello che volevamo essere
Che noi siamo fratelli, compagni e complici
e non due generazioni che s’insultano
Che i nostri padri possano infine emanciparsi
e che trovino il tempo di carezzare le loro donne
Dopo tutta una vita di sudore e di pianto
e due «dopoguerra» che non erano «la pace»
Io dichiaro lo stato di felicità permanente
non per mettere parole assieme alla musica
Senza dove aspettare tempi messianici
senza che sia votato in alcun parlamento
Io dico che è tempo di essere responsabili
senza rendere conto a niente e a nessuno
Per trasformare il caso in destino
soli a bordo, senza padroni, senza dio e senza diavolo.
E se vuoi venire passa la passerella
c’è posto per tutti e per ognuno
Dobbiamo ancora fare tanta strada
per andare a veder brillare una nuova stella
Io dichiaro lo stato di felicità permanente.
Giuseppe Mustacchi
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