“L’ingrediente segreto”: geografia, cibo e Diritti Umani

premio-strega1Raramente ce ne rendiamo conto, ma abbiamo tutti un gran bisogno del contributo che la Geografia ci elargisce nella comprensione del mondo, vicino e lontano. Alla Geografia che studia il nostro pianeta si accompagnano le tante geografie personali. E queste geografie, che ciascuno ha nella propria mente, non sono meno importanti, perché sono proprio queste che in qualche misura ci guidano, soprattutto negli atteggiamenti e comportamenti che manifestiamo ogni giorno.
Il grande globo terrestre è costruito su un intreccio di linee che i geografi chiamano meridiani e paralleli, ma che nella fantasia si possono trasformare, moltiplicandoi in miriadi di fili, percorsi con punti di partenza e di arrivo, direzioni, rotte.  Sulla superficie del globo possiamo sognare viaggi favolosi alla ricerca di isole fantasma, ma possiamo anche progettare fantastici itinerari nella realtà di territori lontani nello spazio, e qualche volta anche nel tempo. Nel Medioevo, infatti, le carte geografiche erano veri e propri disegni carichi di simboli che indicavano leggende e credenze religiose, dove l’immaginazione superava la realtà, spesso sconosciuta.
Questo perché le nostre geografie dipendono dal modo in cui percepiamo lo spazio e gli altri, ad esempio coloro che non conosciamo direttamente e di cui abbiamo notizia attraverso i mass media.
Come indicare ai ragazzi il modo giusto per orientarsi in un mondo ancora sconosciuto ai loro occhi? Un mondo che incuriosisce ma appare anche minaccioso e oscuro nei racconti del telegiornGiappone (ingrediente segreto)ale o nei commenti degli adulti. A chi chiedere aiuto se non alla Geografia?
La Geografia è forse una delle discipline più ricche articolate, capace di fornire una miriade di fili conduttori a cui aggrapparsi per partire alla scoperta del mondo. Esiste una geografia del cibo, ad esempio, che consente di conoscere l’evoluzione dei paesaggi guardando attraverso la lente dell’arte culinaria e delle tradizioni alimentari. Perché le pratiche agricole, e perfino le architetture, dipendono da ciò che decidiamo di mangiare. E tante domande lentamente possono trovare risposta: da dove arriva il nostro cibo? Esiste un solo modo possibile di nutrirsi? Ci nutriamo tutti alla stessa maniera? Abbiamo cibo in abbondanza? …
Le differenze prendono forma, diventano via via più chiare e delle cose chiare non si ha paura. Le persone che arrivano dal mare, dopo aver lasciato il proprio paese senza voltarsi indietro, hanno delle ragioni che forse non comprendiamo ma che la Geografia più aiutarci a spiegare. Perché esiste anche una Geografia sociale, importante per conoscere l’evoluzione dei popoli e i loro movimenti.
Quali sono i nostri diritti? Siamo davvero tutti uguali? Siamo diversi? Possiamo fare a meno gli uni degli altri? O siamo legati da fili invisibili che ci uniscono, nel bene e nel male?
Cosa significa la parola solidarietà? Come possono incontrarsi fra loro culture diverse? Da dove arriva il nuovo compagno di scuola con gli occhi a mandorla? Cosa succede nel suo paese? Perché è venuto fin qui? Cos’è la guerra? E’ possibile vivere nella pace?
Inutile dirlo, i ragazzi ci subissano di domande, a volte anche imbarazzanti. E quando tacciono è solo perché hanno timore a chiedere, paura che il loro quesito sia fuori luogo o ridicolo.
Tutti i piccoli hanno sete di sapCartina (ingrediente segreto)ere e noi non possiamo esimerci dal rispondere. Dobbiamo farlo con semplicità, ma in maniera puntuale e precisa. Dobbiamo farlo giocando, perché è così che si apprende bene, nella gioia e nell’allegria. Dobbiamo farlo in maniera ricca e piacevole.
Cosa meglio di una storia illustrata può aiutarci in questo difficile compito?
L’ingrediente segreto è un libro per ragazzi che affronta le tematiche legate alla geografia del cibo e dei diritti umani e offre la possibilità di avvicinarsi in maniera giocosa allo studio di vari saperi: storia e geografia, italiano, diritti umani, educazione alimentare, educazione musicale, migrazione, educazione affettivo-relazionale.
La trama è un viaggio nelle pieghe dell’anima, un percorso intorno al globo terrestre. Tokyo, Beirut, Betlemme, Pechino, Thaiti, Santiago del CilGiraffa (ingrediente segreto)e, New York sono solo alcune delle città che il giovane protagonista, visiterà insieme a suo padre. Avvolto da un piccolo mistero e da un dolore da sciogliere, Luigi ci conduce tutti alla scoperta di verità sorprendenti. E il viaggio di questo bambino con suo padre diventa il nostro viaggio nello spazio e nel tempo, in un confronto arricchente con gli altri e con culture differenti. Perché viaggiare non è macinare chilometri, ma è andare incontro al mondo. Andare verso qualcuno, nel luogo dove lui si trova.
Leggendo la storia si scopre che esiste una linea invisibile che unisce la cucina al paesaggio, un filo sottilissimo che lega l’arte del cibo alla natura e al pensiero creativo dell’umanità. E in questo intreccio invisibile, la solidarietà mostra tutta la sua dirompente forza di rinnovamento. Perché oltre alla fame fisica abbiamo in noi un’altra fame, una fame che non può essere saziata con il cibo ordinario. Fame di vita, di amore. Fame di felicità, l’unica cosa che in fondo cerchiamo tutti.
Al libro sono collegate sei unità didattiche specificamente ideate per l’uso del testo in classe: nella scuola dell’Infanzia (ultimo anno), nella Primaria e nella Media.
Per richiedere il progetto didattico si può contattare direttamente l’autrice scivendo a: ladridifavole@gmail.com
Per ordinare il libro, clicca sulla stellina blu—–> stella blu


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