Bambini e adolescenti insicuri e ansiosi: manca il gioco spontaneo

di R. Tiziana Bruno

Le strade e i marciapiedi delle nostre città sono invasi dai rumori del traffico automobilistico, ma raramente si vede un bambino che gioca. Nessun bambino in bicicletta. Dove sono finiti quei bambini che correvano liberi in gruppo finché le loro madri non li chiamavano a cena?
È come se i bambini fossero scomparsi.
Dove sono? Dentro, a fare i compiti o a giocare al computer. Invece di giocare a calcio per strada, giocano organizzati con programmi di formazione calcistica, sotto la supervisione di adulti. Oppure sono a lezione di danza o di nuoto. I bambini sembrano appartenere ad una classe media superiore, sono occupatissimi, con orari che potrebbero competere con qualsiasi direttore esecutivo.
Non è sorprendente che molti di loro si sentano impotenti e inutili. nascondino-615x444Qualcuno ha sempre detto loro cosa fare e dove essere. Se rimangono da soli, crollano.
Le Università riportano livelli record di stress tra gli studenti. Gli insegnanti lamentano che i loro studenti di 19 anni oggi si comportano come preadolescenti.
Sono bambini che non hanno mai imparato a stare in piedi da soli con le proprie gambe .

Ho dato una lettura approfondita ai pareri espressi dagli studiosi in articoli e saggi vari. Mi è sembrato importante sottolineare due analisi molto schiette e pungenti, ad opera del dott. D.
Whitebread e dello psicologo P. Gray.
Potrebbe essere che stiamo facendo ai nostri bambini del male più che del bene, con tutte le nostre attenzioni?
David Whitebread la pensa così.
E’ psicologo presso l’Università di Cambridge, specializzato nello studio della prima infanzia. Insieme ad altri 120 esperti, ha lanciato una campagna per chiedere al governo britannico di ritirare la legge che consente la formazione iniziale a 5 anni.
I bambini iniziano la loro istruzione formale troppo presto, dice, e questo può produrre un “danno profondo“, tra cui problemi di stress e salute mentale. Fino all’età di 7 anni, i bambini hanno realmente bisogno solo di  giocare spontaneamente.
Il gioco è un potente mezzo per insegnare le abilità sociali“, scrive Peter Gray, psicologo dell’età evolutiva che sostiene che la vita dei bambini sia diventata terribilmente irreggimentata. Il gioco insegna anche a gestire le  emozioni negative come la paura e la rabbia, e permette di eseguire sperimenti con rischi controllati. Il gioco è un’attività non strutturata supervisionata (cosa terribile!) ed è fondamentale per il loro sviluppo .
Nel gioco i bambini prendono le proprie decisioni su come risolvere i loro problemi“, scrive il Prof. Gray “mentre negli ambienti controllati dagli adulti i bambini diventano deboli e vulnerabili. Nel gioco sono più forti e più potenti. Il mondo di gioco è il luogo dove i bambini fanno pratica per diventare adulti “.
Quei bambini che giocavano fino al tramonto in strada, non stavano  perdendo tempo. Stavano prendendo lezioni di vita, di problem solving, di negoziazione e resilienza. E lo facevano molto meglio senza l’aiuto degli adulti.
Nelle prime società umane di cacciatori-raccoglitori, i bambini  giocavano fino all’adolescenza. Ma ora, osserva il Prof. Whitebread, il gioco è stato messo fuori dalla loro vita e la società in cui vengono introdotti è basata sulla paura e sul rischio. Tutto questo a causa della nostra separazione dal mondo naturale e della cultura diffusa del “più presto possibile“.
nascondino pantheonMa ciò che veramente ha ucciso il gioco è il timore che i bambini non ricevano la stimolazione adeguata fin dalla tenera età, ovvero l’idea che il loro gioco debba essere gestito e controllato da professionisti o dagli adulti in generale, in un’atmosfera sempre più competitiva.
Questo è ciò che è alla base della pressione degli adulti sui bambini, e può avere risultati assai infelici.
Alcuni bambini sviluppano ansia e stress. E’ davvero troppo e troppo presto.
I genitori della classe media sono comprensibilmente ansiosi di dare ai loro figli le migliori opportunità possibili nella vita. Questo è il motivo per cui sono disposti a investire più che mai sulle “credenziali del bambino”.
Questo è il motivo per cui il sostantivo inglese “genitore” (genitore) è diventato un verbo. Non è più sufficiente solo nutrire e vestire. Ora si sente il bisogno di guidare i piccoli in ogni fase della vita.
I genitori sono più vicini ai loro figli di quanto non siano mai stati, e questo è buono. Ma questa vicinanza non
sempre favorisce l’indipendenza. Il telefono cellulare, ad esempio,  è una prolunga che soffoca.
Sono nato nel 1950 – afferma
Whitebreaded era un altro mondo. Ho fatto parte di un gruppo di bambini a cui erano vietate delle cose (per esempio salire e giocare nei cantieri era uno dei miei giochi proibiti preferiti). Quando sono andato al college c’era un telefono in fondo al corridoio per 38 studenti e le chiamate a lunga distanza erano costose. I miei genitori hanno avuto la loro vita e io ho avuto la mia, era tanto tempo fa.
Non sto dicendo che era meglio. I bambini di oggi hanno la possibilità di arricchire le esperienze, cosa che la mia generazione non avrebbe mai potuto nemmeno sognare.
Ma quando sono invitato a partecipare a comitati per borse di studio per scegliere il migliore o il più brillante, talvolta mi soffermo a riflettere: i candidati arrivano con un curriculum abbagliante, hanno medie altissime e hanno vinto gare di nuoto, hanno fatto volontariato in orfanotrofi e mense dei poveri. Mi meraviglio che abbiano avuto il tempo per dormire!
Ma molti di loro hanno un’area larga un miglio e una profondità di pochi centimetri. Non hanno mai riflettuto profondamente sulla vita. Sono molto impegnati, ma terribilmente convenzionali.
Sono molto, molto adatti a saltare da una buca all’altra, e basta.
Sarebbe bene che a volte lasciassimo i nostri figli seduti sotto un albero da soli, a sognare.

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14 commenti

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14 risposte a “Bambini e adolescenti insicuri e ansiosi: manca il gioco spontaneo

  1. Pietro

    Articolo fondamentale da appendere in ogni casa, ma soprattutto a scuola.p

  2. alma trucillo

    E’ vero…cambiare direzione non significa necessariamente tornare al passato….può anche voler dire rubare dal passato gli aspetti,i principi e i valori positivi che non riusciamo più a ritrovare….è come aver raccolto con pazienza un gomitolo di lana e poi aver perso il capo del filo

  3. bisogna riprendersi le strade, le piazze, i cortili. scendere ogni giorno , viverle. iniziare a far sentire che ci siamo, che non tutti i bambini sono prigionieri!!!!

  4. Leggo solo ora questo articolo, rimbalzato in rete e arrivato a me tramite fb… che dire? Mi trova assolutamente d’accordo; ho sempre pensato che il gioco migliore sia quello spontaneo, e soprattutto prolungato. Non servono tanti giocattoli ai bambini, basta la compagnia, lo spazio e soprattutto il tempo! A scuola il tempo dell’intervallo è insufficiente a questo scopo, ho notato infatti che un gruppo riesce davvero a giocare dopo i primi 15-20 minuti, è a partire da lì che ci si diverte davvero insieme!

  5. giuseppina

    ansia, mutismo selettivo sono problemi difficili da risolvere…

  6. Ho scritto un articolo: ” Ingegneri dei giochi!”. Nascondino, la campana, il salto della corda, la nostra palestra era la strada che ci ha, naturalmente, fatto crescere e diventare uomini e donne . Sono pienamente daccordo per la diffusione nelle scuole e nelle teste di genitori super-presenti.

  7. Milena

    Ciao Tiziana, sono completamente d’accordo su tutto. Questo e’ un punto importantissimo, noi di Movimento Arcaico lo stiamo insegnando a genitori e bambini, insieme ad un altro punto cardine, che nessuno risveglia pienamente : il corretto sviluppo ontogenetico. Chiamateci nelle vostre strutture, siamo gia’ presenti in 5 regioni d’Italia. E’ troppo importante, tanti parlano ma pochi fanno azioni concrete, e’ ora di agire. http://www.movimentoarcaico.it

  8. angela ricci

    Perfettamente d’accordo e convinta che l’attuale generazione di genitori, sostituendo il gioco spontaneo dei figli con le molteplici attività dìvenute status symbol, li sta depredando di una componente fondamentale del corretto sviluppo psicofisico esponendoli ai disturbi della personalità sempre più emergenti fin dall’età preadolescenziale.

  9. Tutto molto giusto. Fa riflettere ma sulle possibili soluzioni sono perplessa. Temo che si sia arrivati a un punto di non ritorno. Chi è. Il fortunato genitore che può permettersi di lasciar giocare il figlio per strada? Io non ne conosco uno!

  10. Oggi leggo questo interessantissimo articolo casualmente grazie alla segnalazione di una amica ed e’ cio che ripeto a me stessa da mesi da quando mia figlia di 5 anni ha iniziato ad avvertire il bisogno sempre maggiore di stare con i coetanei in spazi e situazioni libero.
    Ho scelto di non farle frequentare la scuola materna non ritenendola necessaria per i bambini ma per la societa’ che ci vuole tutti iperimpegnati e stressati perche’ in questo modo diventiamo fruitori di tutta una serie di prodotti immessi sul mercato e perdiamo il senso critico.
    Steiner, ma non solo lui hanno affrontato questo tema 100 anni quando la societa’ era ben diversa dalla nostra, cosa direbbe oggi!?!?

  11. Grazie, interessante e davvero efficace! Nei piccoli paesi, soprattutto in estate, questo miracolo per fortuna si rinnova… per quanto ancora?

  12. E’ vero; internet e i videogame hanno reso sedentari e solitari i ragazzi ma non è solo questo. In una società dove entrambi i genitori sono assorbiti per la maggior parte dal lavoro per ingordigia finanziaria o necessità d’arrivare a fine mese, i bambini e ragazzi sono affidati a parenti, conoscenti, strutture a loro dedicate e comunque gestiti da persone “estranee” che non sono mamma e papà. Spesso li si sommerge di impegni sportivi o artistici per occuparli in assenza dei genitori e sempre sotto la visione di un adulto, comunque “estraneo”. Per chi quest’ultima opzione non se la può permettere, subentra il problema “traffico intenso” e quindi più pericoloso. non per ultimo, l’aumento della presenza in società di individui di dubbia moralità ed etica sociale.

  13. Sicuramente i bambini non potrebbero fare quello che si faceva 40 anni fa, l’ambiente è totalmente diverso. I cartoni e i videogiochi sono alla portata di tutti e in ogni momento, e poi sono molto più stimolanti e affascinanti dei giochi dei vecchi tempi. Inoltre, come non avere paura di lasciare i propri figli per strada da soli? E’ vero, il gioco libero è una cosa fantastica ma per noi genitori diventa sempre più difficile lasciare i figli liberi di giocare in un mondo pieno di diveritmenti facili e sempre disponibili.
    Una cosa è certa, se vogliamo che i nostri figli creascano bene dobbiamo iniziare a cambiare noi stessi. Iniziamo a rallentare. Tutti. Viaviamo come delle schegge impazzite, ci sentiamo inadeguati se non riusciamo a stare al passo e così cotringiamo altri ad accellerare, anche i nostri figli.

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