UN SOGNO

Vi è mai capitato di fermarvi a riflettere e scoprire alzando un bicchiere, fumando una sigaretta, magari semplicemente asciugandovi il viso, che la vostra vita non vi appartiene più? Un gesto quotidiano spontaneo improvvisamente vi illumina ed il nuovo bagliore vi acceca. Un’onda spaccatutto arriva e improvvisamente ti svegli dal bagnasciuga emotivo.

Così si era sentito lui. Un giorno di Gennaio, al rientro da uno dei soliti viaggi intrapresi per eludere la monotonia della città.
Inserendo la chiave nella porta inizia, chissa perché, a non riconoscere più la propria casa, i propri libri. Gli stessi indumenti non sono più i suoi. Le scarpe strette, il vestito largo. La pettinatura, che lo aveva accompagnato sin dal liceo, sembra una parrucca comprata dall’ambulante cinese a carnevale.
Preso dallo spavento del nulla, si rifugia nei led degli sms. Ma anche lì solo vaghi ricordi. Non riconosce neanchè più il nome di chi riteneva essere suo amico o chi reputava di amare.
Le certezze non erano più tali.
Anche la donna che fino ad un giorno prima aveva baciato non è più la sua anima gemella. Si accorge che per una vita invece di seguire il suo cuore ha solo inseguito l’idea romantica dell’amore. Ma non ha mai amato. Apre l’album dei ricordi ed è completamente vuoto. Foto bianche.
Anche i colori hanno perso il loro cromatismo. Il rosa è blu, il viola vira nel giallo. Il rosso solo un vago ricordo. La girandola dei colori è trasparente, anzi nera.
Improvvisamente al battere di un ciglio è diventato estraneo a se stesso.
Vede il suo passato come un’inconsistente bugia, un continuo mentire autoalimentato dal buio che si era creato intorno. Improvvisamente. come nei racconti dei quasi morti ritornati in vita, vede scorrere il filmino dell’infanzia, dell’adolescenza, della maturità, senza però riconoscerne più i protagonisti.
Era sempre stato spettatore non pagante.

Un senso di vuoto assoluto. E’ solo con il suo vero io.
Sviene e sogna.

Sogna prati fioriti, bambini che ridono, suoni di chitarra rock dolci e profondi. Sogna pranzi all’aperto in campagna, sorsate di birra fredda di vino frizzante. di passeggiate a piedi nudi sulla sabbia, sulle foglie di un bosc, su tappeti morbidi orientali. Sogna di amori, profondi. Sogna la donna della sua vita. Bella, elegante, affascinante, complicata. Capace di capirlo al primo respiro, di racchiudere in un bacio mille parole. Sogna notti di sesso sfrenato, romantico, casuale, ricercato, non voluto, soft, hard. Sogna di bancarelle multicolori, di spezie orientali. Sogna di famiglie felici.
Sogna di città a misura d’uomo, senza automobili. Vie trafficate solo da vespe multicolori, alimentate semplicemente dai pensieri di chi guida. Pedoni soffici che sembrano levitare sui marciapiedi e che si salutano pur non conoscendosi. Sogna la solidarietà, il dialogo, la serenità interiore. Sogna la spiritualità, il misticismo, la filosofia.
Sogna di vivere la vita, del carpe diem.

E’ sereno.
Sogna la felicità.
Poi si sveglia.

*Illustrazione di Daniela Giarratana
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