In classe per cambiare il mondo: un ribelle a Scampia

premio-stregaLa realtà sociale si fa sempre più complessa, difficile da comprendere e da gestire.  Un forte senso di insicurezza si diffonde ovunque, come un’ombra grigia che accompagna i nostri passi, fragili e vulnerabili. La tendenza è quella di chiudersi in se stessi, per difendersi, per contenere l’incertezza. E l’individualistmo spazza via il senso della comunità, ovvero il senso degli altri.
Per queste ragioni, l’educazione alla convivenza civile diventa urgente, indispensabile.
Se davvero crediamo che bambini e ragazzi rappresentano il futuro, allora dobbiamo cercare nuove strategie didattiche per aiutarli a diventare persone coscienziose e capaci di idee innovative. Dobbiamo adoperarci per renderli consapevoli della realtà che li circonda, sviluppando il loro senso di responsabilità, ma anche l’ottimismo e la fiducia in loro stessi e nella vita.
Ormai già all’età di tre anni, i bambini ascoltano notizie riguardanti omicidi , aggressioni, stragi. Abbiamo il dovere di discutere con loro le notizie più importanti, in modo che si facciano un’idea di quanto accade nel mondo. Chiediamo loro cosa pensano di ciò che hanno sentito o letto, se lo trovano giusto o sbagliato.
In una società in cui mancano i punti di riferimento, anche perché spesso i genitori sono trattenuti lontano dal lavoro, la scuola è chiamata a farsi carico dell’educazione alla cittadinanza e, soprattutto, dell’educazione emotivo-relazionale di bambini e ragazzi.
Il romanzo “Un ribelle a campia” è particolarmente adatto per un percorso di educazione alla legalità e alla cittadinanza, ma anche per un’educazione emotiva e relazionale, nella scuola primaria e secondaria di primo grado.
La trama è molto articolata, ma di facile lettura, con un’ambientazione moderna e ispirata a storie vere.
Seguendo la storia di Nicola, si entra in un mondo complesso dove non esistono solo il bianco e il nero, ma anche molte tonalità di grigio. Questo permette di iniziare a riflettere sui moderni accadimenti, guardandoli da diverse angolature. Soprattutto, il romanzo mostra con chiarezza che ogni essere umano può sbagliare, può commettere un errore anche grave, ma sempre può rimboccarsi le maniche e ricominciare. E’ importante mostrare ai piccoli le conseguenze di una condotta scorretta, affinché in futuro non agiscano come membri di una società corrotta, dove le cattive azioni restano impunite.un-ribelle-a-scampia-quarta
Al tempo stesso, però, occorre mostrare che è possibile uscire dal baratro dell’errore. Un comportamento buono e corretto non solo è praticabile ma, prima o poi, riceve il giusto riconoscimento e apprezzamento.
La correttezza verso gli altri può e deve diventare un modo di vivere. Come? Per esempio abituandosi a sentirsi responsabili verso tutti, soprattutto nei confronti dei più deboli e delle fasce sociali in difficoltà, che combattono una dura battaglia quotidiana.
Imparando a considerare tutte le cose da un punto di vista ampio, non solo dal proprio, a sorridere alle persone e ad essere rispettosi nei confronti di tutti.
Nicola, bambino delle Vele di Scampia, sprimenta a sue spese che qualsiasi forma di imbroglio reca con sé conseguenze negative e impara che invece essere onesti paga, anzi è l’unico modo per avere successo nella vita. Perché l’onestà è l’unica via per sentirsi in pace con se stessi.
Ma ai ragazzi bisogna mostrare anche punti di riferimento a cui ancorarsi per intraprendere la via dell’autorealizzazione. Un ribelle a Scampia ne propone quattro: la lettura, lo sport, l’amicizia e..l’amore. Perché no?

Al libro è collegato un progetto didattico per la scuola Primaria e Secondaria. Contattateci per averlo: ladridifavole@gmail.com

Questa in breve la trama:
il giovane Nicola abita a Napoli, nel quartiere Scampia. Invece di andare a scuola, va in giro con gli amici, fino a quando viene avvicinato da ladri che lo coinvolgono prima nel furto di un motorino, poi in una rapina. Arrestato, finisce nel carcere minorile, ma non fa il nome dei complici. Si guadagna così il rispetto dei malavitosi e, una volta uscito dal carcere, viene ingaggiato come corriere della droga. Arrestato nuovamente, una volta libero viene affidato a una casa-famiglia e cambia scuola. Lo shock per i giorni passati in carcere lo spinge a impegnarsi nello studio. Complice una professoressa di lettere che lo incoraggia, Nicola diventa un lettore sempre più accanito, fino a contagiare anche gli amici di sempre con la sua nuova passione. Insieme organizzano i giovedì di Scampia, letture aperte al pubblico a cui, prima timidamente, poi con sempre maggiore interesse, partecipano gli abitanti del quartiere. Nicola viene promosso agli esami di terza media e ottiene una borsa di studio per andare al liceo. Quando infine arriverà alla laurea in architettura, s’impegnerà per la riqualificazione del suo quartiere. La storia riesce a coniugare perfettamente il disagio minorile di una zona tristemente famosa alle cronache (ma anche vittima spesso di luoghi comuni e pregiudizi), con la voglia di riscatto dei suoi giovani abitanti. Il tutto condito dalla passione per la lettura e per il rugby, efficaci strumenti di recupero sociale.
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L’autrice è Rosa Tiziana Bruno.
La copertina e le vignette fumettistiche sono di Roberto Lauciello.
La casa editrice fornisce anche un progetto didattico per l’utilizzo del libro in classe.

Per acquistarlo si può andare nelle migliori librerie oppure puoi farlo online,
cliccando sulla stellina blu:   stella blu

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