La mia scuola

Antologia a Cura di
D. Chiesa, C. T. Zagrebelsky

Un volume che racconta la scuola di oggi: tra difficoltà, riforme, frustrazioni e gioie. I protagonisti della scuola raccontano in prima persona cosa significhi insegnare. Il risultato è un ritratto corale della scuola dei nostri giorni, dal Nord al Sud dell’Italia.

Molta pedagogia degli ultimi cinquant’anni ci ha abituato a pensare alla scuola un po’ come a un prolungamento della famiglia dove è importante valorizzare i rapporti interpersonali. Così ci siamo abituati anche ad associare il mestiere dell’insegnante a quello di chi deve comunque farsi carico dei problemi infinitamente umani che i variopinti studenti û avanguardie inconsapevoli delle italiche famiglie ugualmente variegate û portano dentro alle classi rovesciandoli sui banchi sbandierandoli nell’abbigliamento nascondendoli negli zaini scarabocchiandoli nei diari colorati.
La novità del libro risiede, dunque, altrove e precisamente nel fatto che a parlare del mestiere di insegnare sono proprio gli insegnanti in prima persona.
All’interno, una contributo di R. Tiziana Bruno, eccone uno stralcio:

«Oggi i ragazzi, grazie alla enorme quantità di nozioni da cui vengono bombardati, si sentono liberi dall’obbligo di acquisire una cultura e di farne parte integrante della propria identità. Nella pratica,tuttavia, l’accesso alla conoscenza non è così semplice. I media mettono apparentemente a disposizione la cultura, ma solo dopo averla svuotata della critica che la anima.
Spesso i ragazzi non sanno cucire una parola all’altra, un pensiero ad un altro pensiero. La loro struttura espressiva è caratterizzata da frasi in sequenza, come le scene che si accavallano incessantemente in televisione. Vivono le loro esperienze in video piuttosto che nella mente, camminando verso il nulla. E’ in questo contesto che gli insegnanti sono chiamati ad operare oggi: la sfida si gioca sulla capacità di costruire il passaggio dalla informazione diffusa alla cultura diffusa, sviluppando la capacità di controllo critico del flusso di informazioni
».

Un volume che racconta la scuola di oggi: tra difficoltà, riforme, frustrazioni e gioie. I protagonisti della scuola raccontano in prima persona cosa significhi insegnare. Il risultato è un ritratto corale della scuola dei nostri giorni, dal Nord al Sud.

Gli insegnanti conoscono il mondo?
In quale forma in quale misura il mondo deve entrare nella scuola?
Che cosa si deve porre al centro del fare scuola?
Qual è il compito degli insegnanti ?

Queste alcune domande che si pongono i curatori dell’antologia. Domande impegnative e difficili, ispirate da una celebre frase di Hanna Arendt che attribuisce agli insegnanti il compito di conoscere il mondo e di assumersene la responsabilità dinanzi ai suoi allievi.
Di fronte al fanciullo è una sorta di rappresentante di tutti i cittadini adulti della terra che indica i particolari dicendo: ecco il nostro mondo“.
Ma viene spontaneo chiedersi di quale mondo si stia mai parlando. Non è forse quella di mondo una nozione così astratta e totalizzante da rendere impossibile da parte di chiunque l’atto di assumersene la responsabilità?
Le risposte date nel libro da insegnanti confermano questa impressione e sono infatti racconti circostanziati di situazioni specifiche e tra loro diversissime:

  • l’insegnamento in una classe dove largheggiano i fondi e l’entusiasmo per le sperimentazioni più sfrenate;
  • quello in una classe delle medie con le pareti scrostate e i fili elettrici pendenti;
  • quello in carcere dove diventa estrema la difficoltà di concentrazione per gli allievi nelle celle superaffollate;
  • quello in un buon liceo dove il professore di lettere classiche fornisce via mail agli studenti le indicazioni dei siti internet utili per gli approfondimenti.

Il libro rispecchia dunque la varietà e la poliedricità dei mondi che il mondo scuola sembra in grado di contenere. Allo stesso modo riflette la vasta gamma di atteggiamenti che gli insegnanti hanno nei confronti del loro mestiere: di passione, di sfida, di disincanto, di entusiasmo, di amore, di disgusto, di noia.
Il libro andrebbe letto da tutti coloro che direttamente o indirettamente partecipano dell’impresa educativa: genitori, allievi e insegnanti. Questi ultimi in particolare non potranno non riconoscersi in molti dei racconti dei loro colleghi trovando finalmente fissati sulla pagina gli stati d’animo, le perplessità, le critiche, le tensioni che quotidianamente li attraversano e provando per questo il tipico sollievo che scaturisce dalla condivisione di esperienze e di responsabilità.
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Titolo: La mia scuola
Antologia a Cura di: D. Chiesa, C. T. Zagrebelsky

Editore: Einaudi

Collana: Gli struzzi

Prezzo di copertina: € 14.50
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