Premio H. C. Andersen – Tweet da favola

Ciro Palumbo 7
Tenere per mano, ma non incatenare. Chiedere, ma non obbligare.
Questo imparò Lara dal vento, che tutto accarezza e nulla imprigiona.

Quando il prestigioso Premio H. C. Andersen ha lanciato l’idea di scrivere una fiaba con soli 140 caratteri, la prima cosa che ho pensato è stata che non fosse giusto chiedere ad uno scrittore di misurare le parole. Diamine, 140 caratteri sono pochissimi! Messi insieme formano a stento due o tre frasi brevi.
Poi ho deciso di provarci, quasi per sfidare la mia fantasia. Ed è stato così che mi sono resa conto di quanto sia difficile dire tanto con poco.
Difficile? Difficilissimo! Siamo abituati ad affondare i pensieri in fiumi di parole, spesso inutili. Ma la bellezza, lei, risiede nell’essenziale.
Mettendomi alla prova ho compreso quanto fosse geniale, nella sua semplicità, l’idea del Premio H. C. Andersen 2013. Geniale, come i suoi ideatori, ovvero  l’Agenzia BoccaccioPassoni che si è fatta promotrice di questa iniziativa, affiancando gli organizzatori della 46° edizione del Premio.
Ho scritto una mini fiaba sul vento perché ho sempre adorato questo elemento naturale. Il vento è forza, leggerezza e libertà.
Pensiamoci, il vento ci abbraccia tutti, ovunque, in qualunque parte del pianeta. Vola sopra ogni popolo, su ogni continente, nessuno può fermarlo. E’ il simbolo del movimento, della fantasia, della vita. Trasporta cose, pensieri, parole, odori, idee, cultura. Muove le foglie, piega gli alberi, modella la natura, ci mescola, ci sfiora, senza domandarci mai nulla. Poi è Ciro Palumbo 3passionale, sa diventare impetuoso come nessuno.  E ci unisce tutti, nel suo abbraccio che sa d’eterno.
Il vento, potremmo dire, è un instancabile fabbricatore di ricchezza e d’intercultura.
Sarà per questo, forse, che la mia piccola fiaba ha ricevuto voti da ogni parte del mondo: Brasile, Croazia, Spagna, Danimarca, USA, Romania, Olanda, Germania…
Molti l’hanno tradotta nella lingua del paese in cui vivono, e questa è stata una gioia immensa per me!
Perciò grazie, grazie a tutti voi che, con i vostri oltre 700 voti, mi avete emozionata come non succedeva da tempo.
Chissà, magari dopo aver vinto questo premio la storia di Lara diventerà un libro! Ovviamente, quando sarà pronto, è a voi tutti che lo dedicherò! Questa è la mia promessa.

Rosa Tiziana Bruno


Qui di seguito le traduzioni nelle varie lingue regalatemi dai votanti:

Spagnolo:
Tomarse de las manos, pero no encadenarse.Pedir,pero no obligar.Esto aprendio Lara del viento,que todo acaricia y nada aprisiona.

Croato:
Držati za ruku, ali ne sputavati. Tražiti ali ne prisiljavati. To je Lara naučila od vjetra, koji svaku stvar miluje ali nijednu ne zarobljava.

Tedesco:
An die Hand nehmen, aber nicht anketten. Fragen, nicht fordern. Das lernte Lara vom Wind, der Alles überstreicht und nichts einsperrt.

Inglese:
To take by the hand, but not in chains. to ask, but not expect. All that Lara learnt from the wind that caresses everything and jails nothing.

Sardo (Logudorese- lingua ufficiale di terra di Sardegna):
Tennere a manu denta, ma senza cadenas, dimandare ma senza custringhere. Custu ada imparadu Lara dae su entu, chi tottu carignada ma nudda imprijonada.

Rumeno:
Strângeți mâinile, dar nu le încătușați. Cereți, dar nu obligați. Aceste lucruri le învăță Lara de la vântul care mângâie tot, dar nu încătușează nimic.

Portoghese:
Segurar pelas mãos, mas não acorrentar. Pedir, mas não obrigar. Isso aprendeu Lara do vento, que tudo acaricia e nada aprisiona.

Danese:
Hold i hånd men ikke lægge i lænker. Bede om, men ikke tvinge. Det lærte Lara af vinden, som kærtegner alt uden at fange.

Olandese:
Aan de hand nemen maar niet vastbinden. Vragen maar niet dwingen. Dat heeft Lara geleerd van de wind, die alles streelt maar niets opsluit.

Sanseverese (Puglia):
Purtà pâ mènë, nnë jjè ngatënà. Cërcà, nnë jjè ubblëgà. Quìstë cë ha mbarètë Lèrë da ‘u vèndë, ca tùttë accarèzzë e nnèndë mèttë ngarcërètë.

*Grazie anche a Ciro Palumbo per le sue splendide opere.

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6 commenti

Archiviato in educazione, infanzia, scrittura, fiabe, scuola, lettura, narrazione, fairy tales, contes, ecole, fiabe, scuola, progetti, I ladri di favole, intercultura, ladri di favole, narrazione, scrittura, lettura, Rivista andersen, rosa tiziana bruno, rosatiziana, tiziana bruno

6 risposte a “Premio H. C. Andersen – Tweet da favola

  1. Ilaria

    Il vento e’ il respiro del mondo che ci accarezza leggero. Complimenti cara Ilaria

  2. Wow!!!
    Anch’io adoro il vento.
    E’ uno dei tanti motivi che mi ha fatto optare per Giano.
    Qui lui mi accompagna ogni giorno.
    Sin da piccolissimo Amo ascoltarlo.
    Perchè riesce a farmi sentire la parte nascosta dell’io…

  3. Pingback: Comunicazione internazionale

  4. Luisa Demarco

    il Vento per me rappresenta quella forza invisibile ma sempre presente che è lo Spirito Santo.

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