Violenza sulle donne: una mostra d’arte visiva e un progetto per le scuole

lavagna pensierookLa violenza contro le donne è un problema che spesso si manifesta in maniera molto subdola.  Ha tante facce e colpisce sia il corpo che l’anima.
A volte si aggredisce perfino in nome dell’amore: questo è il più grande paradosso che l’umanità abbia mai inventato!
E’ tempo di confrontarci, andiamo alla ricerca di una soluzione e facciamolo insieme ai ragazzi e alle ragazze, non lasciamoli soli, hanno bisogno di capire, esattamente come noi adulti.
I giovani ci chiedono strumenti per comprendere la realtà e per poterla migliorare. La scuola è chiamata ad aprire un dialogo profondo su queste tematiche, magari anche confrontandosi con le famiglie. Occorre muoversi nel territorio complesso dell’educazione emotivo-relazionale.
Sono queste le ragioni alla base del Progetto “Chiamarlo amore (non) si può”: un percorso di formazione letterario e sociologico, unito alle arti visive.
Tutto inizia da un libro (che ovviamente porta lo stesso titolo) «Chiamarlo amore non si può», in cui sono raccolte storie fantasiose, piacevoli, toccanti, ironiche, schiette per parlare ai ragazzi con chiarezza, ma senza togliere la speranza, senza angosciare. L’obiettivo è accendere riflessioni sul tema dell’amore e del non-amore per dare il via ad un cambiamento positivo, sia personale che sociale.
Il progetto per le scuole prevede momenti di riflessione guidata in classe a cui farà seguito un seminario di formazione per docenti ed alunni, offerto ai ragazzi e agli insegnanti, a cura di una delle autrici del libro.
Si affronterà il tema dal punto di vista storico e sociologico, in maniera semplice e accattivante per arrivare a conoscere il problema fino in fondo e provare a combatterlo uniti: ragazzi e ragazze, donne e uomini.
In conclusione di questo percorso, sarà anche possibile visitare una mostra di arti visive (fotografia, illustrazioni, pittura), in installazione al Palazzo delle Arti di Napoli, nella settimana dal 3 al 9 marzo. Potrebbe essere una piacevole visita guidata per bambini e ragazzi e…un modo diverso per festeggiare la giornata della donna!lavagna pensiero1
Infatti la mostra affronterà l’argomento attraverso immagini arrivate da ogni parte del mondo, ad opera di artisti italiani e internazionali. Durante la settimana sono previste anche performance musicali a cura di danzatori, musicisti e cori, inoltre ci sarà la possibilità di “giocare con le immagini”  direttamente sul posto, in condivisione con i maggiori social network  frequentati dai ragazzi. Perché formare i piccoli non vuol dire annoiarli, ogni riflessione importante può e deve sempre passare attraverso la gioia.
Questo l’indice degli argomenti trattati nel seminario finale:

PARTE I. Origini storiche del fenomeno
Conoscere il passato per capire il presente
-Le prime società umane e la violenza sulle donne:
atteggiamento istintuale o ragionato?
-Società matriarcali e patriarcali, differenze
. La reazione delle donne nella storia:
-Paura e stratagemmi: la donna nelle prime società umane
-Conseguenze delle prime strategie di difesa femminili
-La relazione uomo-donna nel Medioevo: apologia della cortesia
– Donne del Medioevo: Ildegarda di Bingen,Principessa Sichelgaita,
Regina Brunechilde, Matilde di Canossa, Costanzella Calenda (e le
donne della Scuola Medica Salernitana)
– Quando progresso e sviluppo non coincidono: cos’è cambiato dal
Medioevo?
PARTE II. La violenza come fenomeno sociale
La violenza nell’era della globalizzazione conclamata:
– Violenza contro le donne nei diversi sistemi economici
– Senza confini: le facce della violenza sulle donne nel mondo
– L’ipotesi funzionalista: chi trae guadagno dalla violenza sulle donne?
– Correlazione tra consumismo, stereotipi e violenza
  Il ruolo dei media
      . L’importanza dell’educazione emotivo-sentimentale
      Proposte concrete di possibili soluzioni del problema violenza:
-La violenza contro le donne: un problema sociale, non solo femminile
-Un percorso dentro gli stereotipi: cosa sono e dove si nascondono?
-L’importanza della famiglia e della scuola
-L’uomo e la gentilezza: alla ricerca di esempi attuali e concreti
-L’associazionismo femminile contemporaneo: l’esempio dell’Aidos
-Riflessioni e discussione con i partecipanti al seminario
PARTE III. Progetto didattico per la scuola Primaria e Secondaria
La narrativa come strumento di educazione emotiva, relazionale e sentimentale:
– La letteratura come viaggio nella dignità umana
-Uomini e donne nella letteratura fiabesca: le pari opportunità
-Narrativa contemporanea e violenza di genere nella scuola: «Chiamarlo amore non si può», guida all’uso del testo in classe
Scuola Primaria, Media Inferiore e Superiore:
Strumenti e metodi per coinvolgere la classe
Tracce di discussione dai racconti del libro (workshop)
Percorsi di riflessione scritta

logo_napoli_comuneL’autrice R. Tiziana Bruno è disponbile per ogni richiesta di informazioni o supporto didattico. Non sono previsti costi per l’adesione al progetto che potrà essere attuato in classe anche con un breve dispendio di tempo.
Per iscrivere la propria classe al progetto inviare una mail a:ladridifavole@gmail.com

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