Lucia, un’occasione per riflettere sull’arte di lasciar andare

di R.Tiziana Bruno

Storsaint-lucy-procession-01ie di donne. Affascinanti, anche quando lontanissime nel tempo o nello spazio.
La storia di Lucia è densa di significati che toccano le corde più vive della nostra sensibilità. Ma è anche una storia che testimonia l’antico atteggiamento degli uomini verso le donne. Un atteggiamento che fatica a scomparire, ancora oggi.
Era una ragazza come tante della sua epoca, Lucia. Anzi, come tante di ogni epoca.
Fidanzata, carina, piena di aspettative per il futuro. Ma ad un certo punto cambia idea, non vuole più sposarsi. Sì, decide di fare altro nella vita, non vuole essere moglie né madre. E, dal momento che non vuole più sposarsi, gestisce il proprio patrimonio in maniera libera, come chi non deve dar conto a nessuno. In effetti è una donna libera o, almeno, si considera tale.
Al suo ex fidanzato, però, questa scelta non garba per nulla. Sì, non sempre è facile accettare le scelte altrui, soprattutto se sono in contrasto con i nostri desideri. Basterebbe poco per stare in armonia con il mondo, basterebbe imparare l’arte di lasciar andare. L’arte di considerare ogni persona libera, concedendo ad ognuno la stessa libertà che desideriamo per noi stessi.
Ma il fidanzato di Lucia proprio non ce la fa, non riesce ad accettare che lei faccia le proprie scelte, che le cose vadano per il loro verso.
Possibile che quella ragazza preferisca regalare tutto ai poveri piuttosto che sposarsi e diventare una ricca e agiata signora? E’ inaudito! Un atteggiamento privo di buon senso, stupido e, soprattutto, offensivo!
Sì perché, pensa e ripensa, l’ex fidanzato di Lucia comincia anche a sentirsi offeso da quel rifiuto. Lui, un agiato e onorato signorotto, un pagano degno di ogni riverenza, cos’ha fatto per meritare questo affronto da parte di una ragazza cristiana? Come osa Lucia ribellarsi agli accordi già presi?
L’affronto va punito. Siamo nell’anno 296 e sono ancora in vigore i decreti dell’Imperatore Diocleziano che prevedono la condanna a morte per tutti coloro che si professano cristiani. Il fidanzato abbandonato ne approfitta per vendicarsi. Denuncia subito Lucia e attende con pazienza che venga torturata e poi uccisa.St_Lucia
Quasi duemila anni fa, una storia come tante, come quelle che ancora oggi si ripetono. Donne colpevoli di avere una volontà diversa da quella dei loro uomini. Vittime del bisogno di dominio e di sopraffazione maschile.
La storia di Lucia, che il 13 dicembre si festeggia in quasi tutto il mondo, può essere un’occasione per affrontare con bambini e adolescenti il problema della violenza contro le donne. E’ anche un’occasione per riflettere insieme sull’arte del lasciar andare, una via d’uscita preziosa dal vortice buio dell’egoismo. Non a caso il nome Lucia deriva dal latino Lux, ovvero luce.
Una delle feste più belle dedicate a Lucia è quella che si svolge a Stoccolma. Una festa di luce e di canti, molto sentita da tutti.
In questo video sono raccolte le note e i colori dell’atmosfera magica della notte di Santa Lucia in Svezia. Un vero incanto di luci e musiche:

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2 commenti

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2 risposte a “Lucia, un’occasione per riflettere sull’arte di lasciar andare

  1. In effetti non lo si pensa quasi mai, ma le martiri, anche senza le incrostazioni leggendarie di cui le loro storie si sono ricoperte nel corso dei secoli, emergono come donne di una statura (oserei definire) mostruosa: donne che hanno osato quello che nessuna delle emancipatissime donne di Roma aveva osato, dire in faccia NO al Paterfamilias.

  2. Belle riflessioni. Il tempo però trasforma le cose e ora nessuno più riflette su questo passato. E’ l’ora di regali e di magiche attese per i bambini che da grandi forse impareranno anche questa storia.

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