MEDITERRANEO: LINGUE CHE UNISCONO – La letteratura strumento di inclusione

arabo-italianoa cura di:
Rosa Tiziana Bruno e Suzanne Ghawi (scrittrice e traduttrice giordana)

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La storia ha creato meravigliose mescolanze culturali e anche emotive. Circa mille parole del nostro vocabolario derivano dall’arabo. Per esempio la parola che quasi tutti pronunciamo ogni mattina: caffè.
Il Mediterraneo è stato artefice di forti incroci culturali e la lingua italiana è testimone di tutto questo.  In particolare, ci racconta di come la cultura araba e quella europea si sono arricchite reciprocamente.
Tutto questo può continuare oggi? Certamente. Vivere nella diffidenza non è un destino inevitabile. E per scoprire il piacere di confrontarsi, c’è un modo semplice e gioioso: lo scambio di fiabe e racconti. Leggere lo stesso racconto, in due lingue è un gesto che avvicina perché crea momenti di confronto e di scambio.
Una fiaba italiana tradotta in arabo può essere un punto di partenza prezioso. Avere a disposizione uno stesso testo in arabo e in italiano consente ai bambini immigrati di non perdere le loro radici e aiuta tutti gli altri a coltivare il dialogo, scoprendo similitudini tra le due lingue e culture.Schermata 2017-09-09 alle 11.28.32
L’idea è quella di organizzare incontri di lettura e narrazione con bambini italiani e di lingua araba, insieme. Si legge una storia, nelle due lingue, in un’atmosfera giocosa, per favorire l’inclusione e lo scambio arricchente delle conoscenze.
Come e quando nasce questa idea? Nasce circa un anno fa, quando da un paese di lingua araba arrivò la richiesta di tradurre un libro fiabesco contemporaneo, dall’italiano all’arabo: La pasticceria Zitti.
Alla richiesta si associò la Farnesina (uno dei suoi scopi è incoraggiare la diffusione della produzione letteraria italiana nel mondo). Il Ministero degli affari esteri decise così di finanziare la traduzione che fu poi affidata alla bravissima traduttrice giordana Suzanne Ghawi. E il mio libro iniziò il suo viaggio.
Dar Al Manhal (trascinato)Attualmente esistono due versioni del racconto “La pasticceria Zitti“, in italiano e in arabo. Mi sembra un buon punto da cui partire per proporre incontri di lettura bilingue a bambini di ogni età.
Dopo la lettura si può giocare insieme a fare un inventario delle parole arabe che tutti usiamo quotidianamente. Si scoprono le somiglianze culturali e si stimola la curiosità dei piccoli.
I ragazzi di lingua araba nelle scuole sono in aumento e, talvolta, l’insegnante è animato da buona volontà, ma non possiede gli strumenti per operare efficacemente in ambito interculturale.
Questo progetto vuole essere una risposta anche alle loro richieste.
Per essere ancora più efficace, il percorso va esteso anche agli adulti (genitori, insegnanti, educatori) rendendoli partecipi durante gli incontri di lettura.
Con i genitori, oltre alla lettura, al termine di ogni incontro si può prevedere anche una breve chiacchierata sul tema della mescolanza linguistica.prima di copertina "La pasticceria Zitti"
Il lancio del progetto è avvenuto, con il patrocinio del Comune di Napoli, l’11 settembre 2017. Le scuole che stanno aderendo son già tante, speriamo siano sempre di più!
Per gli insegnanti che desiderano informazioni, l’indirizzo a cui scrivere è: ladridifavole@gmail.com


*io e suzanne*

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